CARMINA BURANA VERSIONE ORIGINALE
Grande richiesta per questa particolare opera, versione originale di Carl Orff con coro, tre solisti, due pianoforti , orchestra di percussioni, e con mimi, e ballerini. che OMEGA ha realizzato alla Villa di Artimino quest'estate facendo sold out, e che ora si replica presso il Teatrodante Carlo Monni, P.zza Dante, 23 Campi Bisenzio Firenze sabato 14 marzo alle ore 21,15.
Questa versione dell'opera Carmina Burana, una cantata scenica realizzata da OMEGA, non sono un semplice concerto, ma un rito profano che, attraverso le musiche di Carl Orff, con solisti, coro, orchestra di percussioni, 2 pianoforti, mimi, balletti e "immagini magiche" , così come voluto dal compositore, racconta il ciclo della vita, la passione amorosa e la volubilità della sorte.
Direttore Alan Freiles Magnatta, la regia con scene, mimi e ballerini, è affidata a Samuel Osman.
Coro SestoInCanto M.° del coro Edoardo Materassi, solisti: soprano Roberta Ceccotti, tenore Edoardo Ballerini, Baritono Jacopo Bianchini. L'orchestra di OMEGA è composta da due pianisti Alessandro Manetti e Valerio Vezzani.
dalle percussioni, diretti da Luca Manfredini, al flauto Maria Rosaria Benvenuti. Coro dei bambini ViviLeVoci diretti da Viviana Apicella. Le scene magiche, i ballerini e i mimi saranno realizzati dalla compagnia la Barraca.
Una voce fuori campo di Alessandro Capecchi, spiegherà e citerà il testo in italiano, prima di ogni canto e rappresentazione.
Carmina Burana (Carmina da Carme, canto, poesia, Burana perché ritrovato a Bura) è il titolo non originale di una raccolta di componimenti poetici medievali, di alcuni clerici che, abbandonati gli studi religiosi, vagavano in Europa, inneggiando alla fortuna, al gioco d’azzardo, al bere e schernendo il clero, all'amore sensuale e alla primavera.
La prima stesura fu con l’orchestra, ma in un secondo tempo fece un’altra stesura per due pianoforti e percussioni, in quanto Orff era profondamente interessato al ritmo e alla percussione, e i due pianoforti rendevano molto più dell’orchestra perché incoraggiavano il movimento e la danza.
l musicista tedesco, che adorava occuparsi oltre che di musica, di teatro e coreoIgrafie, fu attratto in particolare dalla varietà degli argomenti trattati nelle poesie della silloge bavarese: Integrandone l'elemento teatrale con mimi ballerini e altre figure, rese questa esperienza musicale più coinvolgente e divertente.
L'opera è strutturata in un prologo, cinque parti e un finale (ripetizione della prima sezione del prologo): Prologo: Fortuna imperatrix mundi ("Fortuna, imperatrice del mondo"), nel quale è presente il famoso brano
O Fortuna; consiste in una serie di improperi contro la sorte, che governa secondo il proprio capriccio il destino degli uomini.
La raccolta fu reperita nella
Bura di San Benedetto (Benediktbeuern), in
Alta Baviera, nel 1803 e, nonostante questi canti profanassero la chiesa, e trattavano argomenti erotici, i monaci benedettini ne intuirono l’originalità e il valore, anche ironico di queste poesie, e li raccolsero presso il loro monastero. Alcuni di questi testi sono corredati di
notazione musicale adiastematica (
neumi in campo aperto), pressoché impossibile da interpretarsi: indagini musicologiche recenti hanno reso possibile la ricostruzione di diverse melodie, soprattutto grazie alla loro identificazione in repertori diversi (per esempio quello della cosiddetta
Scuola polifonica di Notre-Dame di
Parigi), ma all'epoca in cui Carl Orff se ne occupò nessuna delle musiche originali era nota.
Iniziò dunque a elaborarne musicalmente alcuni canti, fino a completare 24 brani, per la maggior parte con testo
latino; fanno eccezione alcuni brani in
alto tedesco medio e altri in
provenzale antico, è ne strutturò una
cantata scenica composta tra il
1935 e il
1936, basata su 24
componimenti poetici tra quelli trovati nella raccolta
medievale omonima, opera di
goliardi e
clerici vagantes. Il titolo completo è "Carmina burana: Cantiones profanae cantoribus et choris, comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis".
Prima parte: Primo vere ("In primavera"), in cui si celebra l'aspetto lieto della primavera.
Seconda parte: Uf dem Anger ("Nel prato"), nel quale compaiono brani in
antico alto tedesco (interamente o in parte).
Terza parte: In taberna ("All'osteria"), comprendente brani ispirati dalla vita sregolata dei
clerici vagantes, il
gioco d'azzardo, il buon bere e il ben mangiare.
Quarta parte: Cour d'amours ("La corte d'amore"), che contiene brani che inneggiano all'amore sensuale.
Quinta parte: Blanziflor et Helena ("
Biancofiore ed
Elena"), che segna la conclusione della parte precedente.
Finale: Fortuna imperatrix mundi, che ripete il brano iniziale.