LAUDARIO DI CORTONA

15/12/2019
18,30
Auditorium Fondazione Ca RI Fi Via Folco Portinari, 5 Firenze

LAUDARIO DI CORTONA
Come non poter far eseguire presso l'Auditorium della Fondazione Ca Ri Fi il Laudario di Cortona per la versione di Clemente Terni  (Arcidosso 1918 – Firenze 2004), figura poliedrica e singolare di musicista che ha lasciato il segno nella prassi esecutiva del repertorio polifonico antico, ma che si fece molto apprezzare anche come compositore, organista, progettista di organi, cantante, musicologo, storico e didatta.

E' proprio grazie al suo progetto che la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze fece costruire l'organo grande quanto tutta una parete, del bellissimo Auditorium posto in via Folco Portinari, di proprietà della Fondazione.
Presso questa location  si trova anche il pianoforte a coda del musicista, gentilmente concesso in comodato d'uso all'Associazione OMEGA dalla sua consorte Elisa Aragone  Terni,  e dall'Istituto Clemente Terni.
Cenni sul Laudario di Cortona  
Codice 91 dell'Accademia Etrusca di Cortona
Il laudario materialmente più antico che si possieda nonché la più antica raccolta conosciuta di musica su testi in italiano volgare; proviene da una confraternita di Cortona ed ancora vi si conserva, come codice 91 della Biblioteca del Comune e dell’Accademia Etrusca.
Il Laudario di Cortona raccoglie le prime 47 laudi del codice, ad eccezione della quinta che non reca testo musicale.
Questo codice del secolo XIII apparteneva certamente, quale "libro di preghiera", ad una confraternita laico-religiosa molto vicina ai francescani.     
Le melodie ed i testi, alcune risalenti a ben prima del duecento fino a tutto il 1300, sono testimonianza fondamentale della ricchezza poetica e musicale del repertorio religioso non liturgico rappresentato dalla produzione delle compagnie dei laudesi, e testimoniano una realtà musicale complessa ed eterogenea, in cui l’originaria derivazione dal gregoriano si arricchisce con apporti dalla musica profana e da quella popolare: solidissima è la struttura formale che organizza queste opere poetico-musicali, simile a quella della ballata, ma confrontabile soprattutto con quella delle cantigas spagnole e dello zèjel arabo-andaluso.
Una forma che favorisce corrispondenze e simmetrie interne, sia del testo che della musica e che si presta quindi a una comprensione estremamente facile e diretta da parte dell’ascoltatore.

Il Laudario nella versione di Clemente Terni
Il  Laudario presentato dal Quintetto Polifonico Clemente Terni, parte dalla versione per concerto ideata dal musicista nel 1964 e da allora sottoposta a continue e sottili modifiche, grazie all’apporto di sempre nuove idee interpretative.

Le laudi non si susseguono secondo l'ordine del codice: sono state disposte in una successione che, partendo dalla considerazione della vita dei Santi, attraverso la contemplazione di quella della Vergine e di Cristo, si conclude nella glorificazione trinitaria.
Per ragioni pratiche, di ciascuna laude vengono eseguite da una a un massimo di tre strofe.
Fondamentali e illuminanti per il modo in cui il quintetto si appresta all’esecuzione delle laudi, sono le considerazioni dello stesso Maestro:
 “Dal punto di vista ritmico - melodico, pur rispettando la tesi di altri trascrittori che sostengono la tesi mensuralista, ho preferito seguire liberamente la soluzione accentualista e solesmense. Accetto quindi la soluzione sostenuta da D. Pothier, che ritiene essere l’accento verbale l’elemento ritmico predominante…”
La prima trascrizione completa della parte letteraria del Laudario si deve a Guido Mazzoni nel 1889; Gianfranco Contini nel 1980 ci ha offerto, in edizione critica, una scelta di quindici laudi. Per la parte musicale, la trascrizione completa è stata curata per la prima volta da Ferdinando Liuzzi nel 1935. Il lavoro di trascrizione letterario-musicale e versione per concerto è stato compiuto da Clemente Terni su invito della Direzione Artistica dell'Accademia Musicale Chigiana per la "XXI Settimana Musicale Senese" nel 1964.

Clemente Terni, alcune riflessioni
Nell’articolo “ Il laudario secondo Terni”  Leonardo Pinzauti scrive:
 “Nella vita musicale italiana (e non solo) la figura di Clemente Terni ha un posto fra i più singolari, non rientrando negli schemi di aride etichettature specialistiche”.
“La sua attività di professore universitario e di organista, di musicologo e di progettista di organi, di pianista e di compositore oltre a quella (e non ultima) di cantante ha con il suo Quintetto costituito un’autentica rivoluzione nella prassi esecutiva delle antiche musiche”. Quando negli anni ’50 fondò il Quartetto Polifonico Italiano, ancora Pinzauti scrive: “Allora in Italia non erano ancora di moda le riesumazioni con i cosiddetti “strumenti originali” e c’erano perfino complessi corali di prestigio che eseguivano le polifonie di Palestrina o di Victoria con organici più adatti a cantare “Va’ pensiero” che a rendere le strutture contrappuntistiche di mottetti e madrigali.
E invece Terni ebbe il coraggio di formare un complesso che entusiasmò non soltanto un musicologo come Torrefranca, ma musicisti come Mitropoulos e Dallapiccola, Cassadò e Petrassi.
«In musica l’edizione critica è l’esecuzione» usava ripetere Clemente Terni, senza tuttavia voler sminuire l’importanza del lavoro filologico, necessaria premessa a ogni esecuzione. Anzi alla filologia lo legava la sua profonda amicizia con Gianfranco Contini, con cui condivise costantemente scoperte e ipotesi interpretative, soprattutto del Laudario di Cortona, monumento della nostra poesia delle Origini, la più antica raccolta di componimenti poetici in volgare conservati con la notazione musicale.
Al Laudario di Cortona Clemente Terni
dedicò lunghi anni di studio approdati ad un’edizione di cui si è servito per le numerose esecuzioni con il suo celebre Quintetto Polifonico Italiano, riscuotendo grande successo in tutto il mondo.
«Un ammiratore, quale io sono, del Quintetto Polifonico Italiano di Clemente Terni, come del Quartetto che lo ha preceduto, vorrebbe col suffragio di un minimo di conoscenze tecniche dare qualche autorità alla propria ammirazione.
Sennonché il Terni e i suoi valenti collaboratori» scrive Contini «si trovano felicemente ad operare in settori dove la mia minore incompetenza di filologo stricto sensu può per avventura fornire qualche sussidio ai cultori della melodia e in parte ricambiare il vantaggio, che da essi riceve, di conoscere vitalmente capolavori commoventi su tutti i versanti. Ciò vale in particolare per il laudario di Cortona, dove abbiamo avuto modo di integrare con comune vantaggio le nostre separate preparazioni».                                                         
                               
Quintetto Polifonico Italiano  « Clemente Terni »
Il Quintetto Polifonico Italiano “Clemente Terni”  si forma nel 2004 ed è erede diretto dell'esperienza concertistico vocale del "Quintetto Polifonico Italiano" fondato dal Maestro alla fine degli anni Sessanta (successivamente al "Quartetto" fondato nel  1950).
L'attuale formazione è composta da esecutori che, avendo a lungo studiato e cantato in pubblico con Clemente Terni, ne intendono proseguire la particolare modalità esecutiva tesa a evidenziare la qualità del suono insieme a quella morbidezza ritmica che non è mai disgiunta dalla flessibilità metrica della parola.
La ricerca del colore congiunto alla chiarezza e incisività del contenuto testuale, vuole essere mezzo evocativo ma soprattutto comunicativo.
Il Quintetto forma il proprio percorso nella direzione delle scelte artistiche indicate dal Maestro Terni sia nella prassi esecutiva che nei programmi.
Il repertorio comprende musiche religiose e profane, dalle più antiche forme monodiche fino alle ultime espressioni della polifonia rinascimentale italiana e spagnola, dal cosiddetto canto gregoriano al Laudario di Cortona, dalle musiche citate da Dante nella Commedia fino alla grande polifonia rinascimentale, quella italiana di Palestrina, Gagliano fino a Banchieri e quella spagnola di Morales, Guerrero, Vasquez.

Istituto Clemente Terni – Associazione di cultura e prassi musicale –
Questa associazione nasce (con il beneplacito della Signora Elisa Aragone Terni) per iniziativa di un gruppo di musicisti e persone di cultura che si riconoscono nella figura di Clemente Terni, musicista, storico, compositore, didatta; in particolare condividono e fanno propria l’idea di Musica come fenomeno espressivo non circoscrivibile al solo ambito estetico, ma come categoria sottesa a tanti aspetti del sapere e della cultura del passato e della contemporaneità.
Per promuovere questo doppio itinerario opportunamente integrato, l’Associazione intende dar vita, da un lato, a tutta una serie di iniziative, concerti, seminari, incontri, conferenze, attività didattiche, e dall’altro incrementare e promuovere quelle forze musicali, nate per impulso del Maestro Terni e già attive, il Quintetto Polifonico Italiano “Clemente Terni” e il Complesso Musica Instrumentalis, come voci di un modo di intendere l’esecuzione musicale e come strumenti di verifica funzionali alle attività che verranno realizzate.
I soci fondatori sono Paolo Santarelli (presidente), Pietro Beni, Saverio Bambi, Patrizia Del Ciotto e Guglielmo Visibelli. 
 

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