ALBERTO VERONESI DIRIGE REQUIEM DI MOZART E AGNUS DEI DI VALENTINI

01/11/2018
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Teatro Verdi Viale G, Verdi, 45 Montecatini Terme

Teatro Verdi Viale G. Verdi 44,  Montecatini Terme

Al grande Teatro Verdi di Montecatini Terme, Giovedì 1 novembre ore 19.00, il famoso direttore d'Orchestra Alberto Veronesi, presidente del festival Pucciniano dirige: 

W. A. Mozart  REQUIEM K 626
C. Valentini AGNUS DEI prima assoluta in Italia

 
Solisti:
Soprano Olivera Mercurio, Mezzosoprano Cristiana Fogli, Tenore Leonardo De Lisi, Basso Alessandro Ceccarini.
 Firenze Vocal Ensemble M.° Ennio Clari, Ensemble corale Le Jardin Suspendu  M° Susanna Camilletti.
Orchestra OMEGA,


Wolfgang Amadeus Mozart Requiem KV 626
Il Requiem di Mozart e' annoverato come una delle composizioni liturgiche più' celebri dell'intera storia della musica ed e' l'ultima opera scritta dal celebre salisburghese. Com'è' noto, il Requiem e' una missa pro defunctis che presenta i seguenti numeri: Requiem Aeternam, Kyrie, Dies Irae, Tuba Mirum, Rex Tremendae, Recordare, Confutatis, Lacrimosa, Domine Jesu, Hostias, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei, Communio. Di questi, solo il Requiem Aeternam e' stato interamente scritto da Mozart, le sezioni dal Kyrie all'Hostias sono state scritte solo nelle parti vocali e con basso numerato per l'armonia. Il completamento di deve all'amico e allievo di Mozart Franz Xaver Süssmayr che si limito' ad orchestrare le parti mancanti e a concludere la messa utilizzando i temi mozartiani. La composizione rappresenta un'autentica riflessione dell'uomo di fronte alla morte e al congiungimento col divino. La profondità' di molti passi, come il cupo Requiem Aeternam che rappresenta il distacco doloroso e cosi' umano e la sommità' della fuga del Kyrie, un'autentica perfezione vocale e matematica, razionale e divina, hanno fatto di questa composizione non solo il testamento spirituale mozartiano ma anche un modello quasi irraggiungibile per i posteri sul quale si e' misurata l'intera storia della musica sacra dei secoli successivi. Un elemento importante da tenere presente e' l'alto grado di lirismo e dramma presente nella musica che fa emergere la componente “italiana” e drammatica di Mozart.
Il celebre coro del Confutatis Maledictis:
Confutati i maledetti
e condannati alle fiamme ardenti,
chiamami tra i benedetti.

Ti prego, supplicando e prostrandomi,
il cuore ridotto quasi in cenere,
prenditi cura della mia fine.
rappresenta una musica che suscita spavento, come le fiamme dell'inferno, con un'ostinato dei bassi e le forti dinamiche suffragate dai timpani che si spengono di fronte al voca me cum benedictis in piano, come una sorta di supplica, per poi riprendere il fragore iniziale e concludere sempre in piano scemando sempre piu'.
Segue il bellissimo Lacrimosa dies illa (giorno di pianto quello) in cui destano impressione notevole le brevi frasi di crome ascendenti e discendenti dei violini che introducono il coro al punto che pare di ascoltare un vero e proprio pianto sommesso e a stento trattenuto, come mai era stato espresso in musica. Il largo respiro della parte corale, con le sue linee morbide, entra sull'introduzione con un mirabile contrasto ritmico senza per altro cambiare l'atmosfera iniziale.
Queste componenti retoriche e figurative fanno del Requiem, insieme alla bellezza dei temi e della scrittura vocale, una delle musiche sacre più' amate grazie a questi elementi “teatrali” ed espressivi che mettono in contatto i fruitori con le profonde tematiche trattate e con il senso del divino.

Cesare Valentini Agnus Dei
L'Agnus Dei di Valentini, in questo concerto proposto in prima assoluta nella versione per orchestra d'archi, venne scritto nel 2012 per coro e, nella versione originale, ha ottenuto in questi anni consensi di pubblico e critica. Il brano, che ebbe la prima assoluta a Città' del Messico e venne eseguito anche a Firenze nella basilica di Santa Croce, ha vinto dei premi internazionali ed e' stato selezionato da una commissione internazionale (Foro Internacional de Música Nueva Manuel Enríquez UNAM Mexico) come uno dei brani significativi per coro del XXI secolo. Il critico belga Frans Waltmans, che ha ascoltato la composizione eseguita dal Tuumben Paax Choir, ha scritto: “l'alta qualità della composizione, piena di colori atonali, ha fatto sì che il pubblico godesse in alcuni momenti di una perfezione quasi celeste.” La musica e', come prevede il testo, tripartita. Vi sono tre momenti diversi che esprimono retoricamente i versi ma hanno un'origine comune. Tutto deriva dalle prime tre battute che portano ad una dissonanza molto forte anche se addolcita dalle voci interne, do diesis al basso e re naturale al soprano, che rappresenta il chinare il capo dell'uomo di fronte a Dio per i peccati commessi invocando il perdono. Questa dissonanza viene risolta, ripulita da Dio che abbraccia l'uomo dandogli sollievo come un padre ma questa costante, l'intervallo di nona minore, e' una caratteristica dell'intera composizione. La versione per orchestra d'archi e' stata trascritta recentemente dall'autore appositamente per questo concerto.

 

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